Castiglione dei Pepoli, Italy
La Burraia di Montalcino, eretta nel 1472 per volere della famiglia Pazzi, rappresenta uno dei pochi esempi sopravvissuti di architettura rurale toscana dedicata alla produzione del burro. Costruita in pietra serena di Fiesole e intonacata a calce color ocra, la struttura presenta una pianta rettang
olare con tetto a doppia falda in laterizio. L'ingresso principale è sormontato da un arco a sesto acuto, tipico del tardogotico senese, e conserva residui di affreschi raffiguranti San Nicola da Tolentino, protettore dei casari, e scene di mungitura. La burraia fu ampliata nel 1738 con l'aggiunta di una sala di affumicatura e di un forno per la cottura del caglio. Durante la peste del 1630, l'edificio fu temporaneamente adibito a lazzaretto per i contadini sfollati. Nel 1553, il burro prodotto rifornì le truppe senesi durante l'assedio di Siena. Restaurata nel 1998 da architetti fiorentini guidati da Marco Bianchi, la Burraia è oggi visitabile e ospita mostre sulla tradizione casearia toscana. Gli affreschi, attribuiti alla bottega di Benozzo Gozzoli, furono coperti nel Settecento e riscoperti nel 1950. La struttura subì danni durante la Seconda Guerra Mondiale, quando un bombardamento alleato del 1944 danneggiò il tetto, poi ricostruito con tecniche tradizionali.
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