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Mulino di Berto

Vernio, Italy

Il Mulino di Berto sorge su un poggio tufaceo a circa 320 metri s.l.m., dominando la valle inferiore dell'Arno tra i comuni di Settignano e Impruneta. La struttura originale risale al 1247, come attestano documenti dell'Archivio di Stato di Firenze che citano un "molendinum in colle" appartenente al

monastero di San Salvi. Nel 1348, durante la peste nera, il mulino fu abbandonato e trasformato in postazione difensiva dalla famiglia dei Berti, nobile casato fiorentino di origine ghibellina. La torre quadrata, alta 18 metri, presenta mura spesse 1,5 metri in pietra forte e mattoni a vista. Nel 1452, il proprietario Francesco di Matteo Berti commissionò la decorazione della sala principale a un artista della bottega di Bicci di Lorenzo, come documenta una lettera del 1453 conservata nel Archivio Mediceo. Gli affreschi raffigurano scene di lavoro agricolo e una battaglia tra guelfi e ghibellini del 1301. Nel 1620, la famiglia Berti si estinse e il mulino passò ai Marchesi Ridolfi, che ne fecero residenza di caccia. Nel 1877 fu acquistato dallo Stato italiano e trasformato in museo rurale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel settembre 1944, il mulino ospitò partigiani della Brigata Maiella prima della liberazione di Firenze. La struttura è stata restaurata tra il 1998 e il 2003 con fondi della Regione Toscana.

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