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Mosaici

Testico, Italy

I mosaici romani di Vercelli (antica Vertua) rappresentano uno dei complessi pavimentali musivi più significativi del Piemonte settentrionale. Scoperti durante scavi archeologici nel corso del Novecento, questi pavimenti appartengono a una villa rustica di rango patrizio, attiva tra il II e il III s

ecolo d.C., periodo di massima fioritura dell'insediamento nella pianura vercellese. Le tessere, realizzate in pietra calcarea locale, marmo bianco e vetro colorato, composero scene di fauna marina — delfini, pesci, polipi e tritoni — alternate a motivi geometrici rigorosi: meandri, svastiche e rosette. La presenza di temi marini in un contesto interno alla Pianura Padana è singolare e ha alimentato dibattiti tra gli studiosi: alcuni ipotizzano che il committente avesse viaggiato lungo le coste mediterranee, altri che si tratti di un repertorio iconografico importato da artigiani di scuola africana o siriana. I frammenti superstiti sono conservati e esposti nel Museo Archeologico Civico di Vercelli, che li ha restaurati e reinstallati in un contesto museale che ricostruisce parzialmente l'assetto originario della villa. La tecnica a tessere irregolari, con uso di tagli obliqui per creare curve e sfumature, testimonia un alto livello artigianale, paragonabile ai laboratori attivi in Gallia Cisalpina in età alto-imperiale.

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