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Lapide “ad ignominia” al camerata Kesselring

Vezzi Portio, Italy

La Liguria, striscia di costa tra mare e Appennino, ha vissuto in prima persona gli eventi più drammatici della Seconda guerra mondiale. La presenza tedesca nel territorio ligure, tra il 1943 e il 1945, lasciò segni profondi: rastrellamenti, rappresaglie, distruzioni che hanno accompagnato la memori

a collettiva della regione per decenni. In questo contesto storico si inseriscono le cosiddette lapidi «ad ignominia», targhe commemorative che non celebrano eroismi ma documentano un capitolo oscuro, ricordando figure e responsabilità legate all'occupazione nazista. Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche nel teatro italiano, è una di queste figure. Piazze, facciate di edifici pubblici o muri di quartieri possono ospitare queste testimonianze della memoria critica: non monumenti trionfali, ma strumenti per non dimenticare, per tenere viva la consapevolezza di ciò che accadde. Il tessuto urbano ligure, con i suoi vicoli, i portici e le pietre chiare del ponente e del levante, ha conservato nel tempo queste tracce. Oggi, chi incontra una lapide di questo tipo in Liguria si trova davanti a un documento storico nella sua forma più semplice e diretta: una pietra, una data, un nome. È un invito a riflettere sul passato, sul valore della democrazia e sulla fragilità delle libertà umane di fronte al totalitarismo.

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