Albenga, Italy
Situato alle pendici settentrionali del Monte di San Martino, detto anche Monte Bignone, questo complesso archeologico si trova nel suburbio dell'antica Albingaunum, in una zona densamente caratterizzata da presenze di età romana. Il sito, risalente al I secolo d.C., fu dedicato al culto di San Calo
cero, martire decapitato secondo la tradizione locale. Il complesso monastico rimase attivo per oltre quindici secoli, dal I al XVI secolo, quando fu dismesso e le spoglie del santo furono trasferite all'interno delle mura cittadine, presso la chiesa che oggi porta il suo nome. Gli scavi, condotti a partire dagli anni Trenta del Novecento da Nino Lamboglia, studioso di fama internazionale, hanno portato alla luce reperti epigrafici di grande rilievo. Tra questi, una descrizione del XV secolo delle epigrafi allora ancora visibili costituisce una fonte preziosa per la ricostruzione della storia del sito. L'Istituto internazionale di studi liguri, il Ministero per i beni e le attività culturali, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e l'École française de Rome hanno collaborato ai lavori di ricerca. La BHL 2837 e 2838 documentano la figura del santo nell'Albenganense oppido, mentre un'epigrafe interpretata da Lamboglia come parte di un ciborio — elemento decorativo posto in sommità di una tomba — testimonia l'importanza del sito come unico santuario martiriale della Liguria.
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