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Rovina di una Giassara

Bosco Chiesanuova, Italy

La rovina della giassara si erge come un testimone silenzioso delle antiche tecnologie di conservazione alimentare diffuse nell'altopiano veronese. Queste strutture, note localmente come 'giassare' o 'ghiacciaie', erano essenziali per la sopravvivenza economica delle comunità rurali lessiniche fino

al XIX secolo. Costruite tipicamente in pietra locale e calce, spesso semi-interrate per sfruttare l'isolamento termico del terreno, sfruttavano il freddo intenso degli inverni alpini per accumulare e conservare blocchi di ghiaccio prelevati dai ruscelli montani. Il ghiaccio, avvolto in paglia o erba secca per rallentarne lo scioglimento, veniva utilizzato durante i mesi caldi per conservare latticini, carni e pesce, risorse fondamentali per l'economia di sussistenza della zona. La struttura presenta ancora visibili i resti della volta a botte o della cupola, progettata per minimizzare la superficie esposta al sole e massimizzare la ritenzione del freddo. L'accesso avveniva solitamente tramite un pozzo verticale o un ingresso inclinato, dotato di un sistema di carrucole per calare i secchi e sollevare il ghiaccio. Oggi, queste rovine sono sparse lungo i sentieri del Parco Naturale Regionale della Lessinia, offrendo uno spunto unico per comprendere l'adattamento umano all'ambiente alpino prima dell'avvento della refrigerazione industriale. La loro posizione strategica, spesso vicino a malghe o borghi di alta quota, testimonia l'importanza storica del commercio del ghiaccio, che univ

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