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Recinto di Camporotondo

Finale Ligure, Italy

Il Recinto di Camporotondo è un sito archeologico di rilevanza europea, risalente alla fase finale della cultura di Golasecca (III-II secolo a.C.), localizzato nell'area torinese che un tempo costituiva il confine meridionale del territorio della tribù celtica dei Taurini. Scoperto nel 1987 durante

lavori di allargamento della strada provinciale, il recinto si presenta come una struttura circolare del diametro di circa 18 metri, delimitata da una fossa profonda 1,2 metri riempita di pietrame e ossa animali. Al centro è stato rinvenuto un focolare sacro in pietra arenaria, circondato da oltre 300 oggetti votivi: fibule in bronzo, monete di imitazione gallica, frammenti di ceramica a impasto e statuette in argilla raffiguranti divinità celtiche. Gli scavi successivi, condotti dalla Soprintendenza Archeologica del Piemonte sotto la direzione di Marco Bonetto, hanno portato alla luce anche resti di capanne lignee e un deposito di armi (pugnali, lance e elmi) che testimoniano l'uso del sito come luogo di culto e assemblea tribale. Il recinto fu abbandonato intorno al 196 a.C., poco dopo la conquista romana del territorio taurino, e progressivamente interrato. Oggi il sito è parzialmente ricostruito e visitabile, con pannelli illustrativi in italiano, inglese e piemontese.

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