Fiesso d'Artico, Italy
L'opera, realizzata nella prima metà dell'Ottocento, si inserisce nel filone del neoclassicismo veneziano che rielaborava i miti antichi con tecniche scultoree di precisione accademica. L'artista, probabilmente legato alla bottega di Antonio Canova o dei suoi immediati seguaci, ha scelto di rapprese
ntare il momento della trasformazione, dove la freddezza del marmo lascia spazio alla vitalità della pelle. La statua, originariamente collocata in una dimora patrizia del sestiere di Cannaregio, mostra Pigmalione mentre porge una corona di alloro alla figura femminile, simboleggiando l'unione tra arte e natura. I dettagli del panneggio e l'espressione dei volti testimoniano l'uso di scalpelli a dente di lupo per creare texture realistiche. Il bronzo, applicato su alcune parti come i capelli e gli attributi, crea un contrasto cromatico che esalta la luce veneziana. L'opera è stata restaurata nel 1998 per rimuovere le patine ossidative, riportando alla luce la vivacità dei colori originali.
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