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Ganimede

Fiesso d'Artico, Italy

Ganimede, nella mitologia greca, è il principe troiano di straordinaria bellezza, figlio di Tros e Calliclide. Omero, nell'Iliade, lo definisce il più bello tra tutti i mortali. Il mito narra che Zeus, innamorato della sua bellezza, si trasformò in un'aquila per rapirlo e portarlo sull'Olimpo, dove

divenne il coppiere degli dei, sostituendo Ebe. Questa narrazione ha influenzato profondamente l'arte e la cultura, diventando un modello per la pederastia greca, vista come relazione istituzionalizzata tra un uomo adulto e un giovane. La versione latina del nome, Catamitus, ha dato origine al termine 'catamite', con significati legati a ruoli passivi nelle relazioni. Nel contesto artistico veneto, Ganimede è spesso rappresentato in affreschi e sculture, come nel caso di Palazzo Te a Mantova, dove le figure mitologiche decorano gli interni. La sua iconografia include tipicamente un'aquila, un vaso da vino o attributi giovanili, simboleggiando bellezza, desiderio e trascendenza divina.

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