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Nuraghe Perda 'e Caddos

Bonàrcadu/Bonarcado, Italy

La Sardegna custodisce oltre settemila nuraghi, struttura unica e riconoscibile nel Mediterraneo: torri circolari in pietra a secco, costruite con blocchi di granito, basalto o calcare senza malta. Il termine nuraghe deriva forse dal sardo antico e indica un tipo architettonico sviluppato tra il 180

0 e il 500 a.C., durante l'Età del Bronzo finale. Questi edifici non erano semplici rifugi: molti ospitavano famiglie intere, altri svolgevano funzioni sacre, altri ancora segnavano i confini tra clan o comunità. La tecnica costruttiva, detta ciclopica, sorprende per la precisione dei conci e la stabilità che ha resistito ai millenni. I nuraghi più imponenti, detti complessi, presentano un mastio centrale, cortili interni e torri satellitari, e alcuni conservano tracce di affreschi parietali. Perda 'e Caddos — il cui nome richiama la pietra — è uno di questi frammenti di una civiltà che ha lasciato nel territorio segni indelebili. Camminando tra le sue mura, si percepisce il peso di una cultura che ha trasformato la roccia in architettura senza bisogno di leganti artificiali. Il paesaggio sardo, arido e luminoso, è lo stesso che questi popoli sceglievano: alture visibili, vicinanza all'acqua, controllo delle vie di comunicazione. Oggi i nuraghi sono patrimonio culturale e turismo archeologico, luoghi dove la storia non si legge nei libri ma si tocca con mano.

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