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Necropoli di Capo San Marco

Crabas/Cabras, Italy

La Sardegna custodisce una delle concentrazioni di siti archeologici più significative del Mediterraneo occidentale. La sua storia preistorica si estende dal Neolitico centrale (VII millennio a.C.) fino all'età classica, con una presenza continua che ha lasciato tracce di civiltà uniche al mondo. Le

necropoli scavate nella roccia, i dolmen, i Menhir e i giganti templi appartengono a fasi culturali diverse, spesso sovrapposte nello stesso paesaggio. Il territorio tra il golfo di Olbia e la costa tirrenica è particolarmente ricco di testimonianze, e il promontorio di Capo San Marco si inserisce in questa rete di siti che raccontano una civiltà attenta al ciclo della vita, alla spiritualità e al rapporto con il mare. Arrivare davanti a una necropoli sarda significa confrontarsi con un'architettura funebre diversa da quella delle grandi civiltà mediterranee: non piramidi o mausolei monumentali, ma grotte artificiali scavate nella pietra viva, spesso organizzate in gruppi familiari, con Corpi di sepoltura disposti secondo rituali precisi. I corredi funerari — vasi, strumenti litici, pendenti — raccontano di scambi commerciali, credenze e di un mondo in cui la morte era parte integrante della vita quotidiana. Il paesaggio circostante, tra macchia mediterranea e coste frastagliate, contribuisce a dare senso a questi siti: non isolati, ma inseriti in un sistema abitato e rituale che aveva la sua logica nel territorio. Visitare una necropoli sarda richiede pazienza e ascolto, perché i

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