Brescia, Italy
La Fucina di San Bartolomeo sorge lungo il corso del fiume Brembo, nella bassa valle Bergamasca, in un edificio le cui origini risalgono al 1547, come documentato nei registri della Corporazione dei Fabri di Bergamo. La struttura fu acquistata nel 1612 da Giovanni Battista Merli, fabbro ferraio di o
rigine valtellinese, che vi installò un sistema di due martinetti azionati da una ruota idraulica a pale in legno di quercia, ancora oggi funzionante e visibile nella sala macchine. Durante il dominio veneto (1428-1797), la fucina riforniva di ferri battuti e chiodi i cantieri navali della Serenissima a Venezia e le fortezze del Trentino. Nel 1797, con l'arrivo dei Francesi, la produzione si orientò verso attrezzi agricoli e armi bianche per l'esercito napoleonico; un registro del 1805 elenca 342 spade prodotte in un solo anno. L'edificio subì un restauro conservativo nel 1968 su progetto dell'architetto bergamasco Luigi Crippa, che preservò la muratura in pietra di San Giovanni in Croce e i soffitti a capriate in larice. Il museo, inaugurato nel 1972, ospita una collezione di 480 pezzi tra attrezzi da fabbro, stampi per la fusione, e reperti archeologici ferriari provenienti dalla vicina necropoli longobarda di Cividate Camuno (VI-VII secolo d.C.). La sala centrale conserva il focolare originale in mattoni refrattari del 1547, rivestito internamente da lastre di ghisa prodotte nella fonderia di Soncino. Un particolare interessante è la campana in bronzo appesa all'ingresso: fusa n
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