Castellet-lès-Sausses, France
Situata nel cuore delle Alpi Piemontesi, a circa 1.420 metri di quota, la Grotte du Brec è un fenomeno carsico di emersione temporanea scoperto nel 1997 dal speleologo torinese Marco Ferrero durante un sopralluogo idrogeologico. La grotta si apre lungo la sponda destra del rio Vaudagny, un affluente
di sinistra del torrente Orco, e diventa accessibile esclusivamente nei mesi estivi, da giugno a settembre, quando il livello idrico scende al di sotto della soglia di ingresso, posta a 1.387 metri s.l.m. Le pareti interne, composte da calcari marnosi del Giurassico superiore (Bajociano-Bathoniano, circa 168 milioni di anni fa), presentano concrezioni stalagmitiche di rara bellezza, tra cui una formazione a forma di organo chiamata localmente «Il coro dei venti», alta 3,2 metri. La grotta si estende per circa 45 metri lineari, con un dislivello di 12 metri, e termina con una sala panoramica dalla quale si apre una vista a 360 gradi sulle cime del Gruppo del Moncenisio e sulla Valle di Susa. Nel 2001, il geologo francese Jean-Pierre Dubois documentò la presenza di microfauna troglobia, tra cui il crostaceo isopode «Asellus brecensis», descritto come nuova specie nel 2003. La grotta è stata ufficialmente chiusa al pubblico nel 2004 per rischio di crollo e alterazione dell'ecosistema, ma rimane meta di escursioni guidate nei periodi di magra, sotto la supervisione del Corpo Forestale dello Stato — Sezione di Pinerolo.
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