Momo, Italy
Il Crocifisso ligneo di Lodi risale al ultimo quarto del XIII secolo, periodo in cui la scultura lombarda attraversava una fase di profonda trasformazione stilistica, passando dal rigore bizantino verso una maggiore naturalismo. L'opera è realizzata in legno di tiglio, materiale tipico della tradizi
one scultorea padana per la sua leggerezza e lavorabilità. La tecnica di esecuzione prevede un unico blocco scavato a tutto tondo, con braccia e corpo assemblati mediante incastro a tenone e mortasa, pratica documentata in botteghe milanesi e lodigiane del periodo. La policromia originale, parzialmente conservata sotto lo strato di ridipintura ottocentesca, utilizzava pigmenti minerali: ocra rossa per le ferite, azzurrite per le vesti, e foglie d'oro per lo sfondo della croce. Il volto di Cristo presenta tratti tipicamente lombardi: occhi semichiusi, labbra sottili, barba divisa in tre trecce, in netto contrasto con la tipologia greca a capellatura lunga e ondulata diffusa nel centro Italia. La postura del corpo, con lieve inclinazione del busto verso sinistra e peso distribuito sul fianco destro, rivela l'influenza dei modelli gotici francesi giunti in Lombardia attraverso i commerci con la Fiandra. La croce, a braccia terminanti con palle sferiche, è di tipo latino con braccia leggermente svasate, soluzione tipica dell'area padana tra Due e Trecento. L'opera fu probabilmente commissionata dall'ordine francescano per la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, edificio costruito tra il
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