Pederiva, Italy
Il Complesso Rupestre di Sant'Alessandra rappresenta un esempio significativo di architettura povera e funzionale tipica del territorio veneto, sebbene le origini precise del sito siano legate a pratiche agricole medievali piuttosto che a insediamenti preistorici. Le strutture sono state scavate dir
ettamente nella roccia calcarea, sfruttando la morbidezza del materiale per creare vani sotterranei che fungevano da rifugi temporanei per gli allevatori di capre, da cui deriva anche l'etimo del nome locale. A differenza delle pitture rupestri paleolitiche, qui l'intervento umano si limita allo scavo e al rinforzo delle pareti con pietrame locale, creando ambienti freschi d'estate e caldi d'inverno. La disposizione delle grotte segue il pendio naturale, con ingressi orientati a sud per massimizzare l'irraggiamento solare. Gli archeologi hanno rinvenuto frammenti di ceramica medievale e attrezzi in ferro, confermando l'uso continuativo dal XII al XVIII secolo. Oggi il sito è tutelato come bene culturale minore, offrendo uno spunto interessante per comprendere le strategie di sopravvivenza delle comunità rurali venete.
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