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Il Bosco della Sajanega si estende sui versanti nord-orientali del Monte Zovetto (620 m), tra i comuni di Marostica e Schio, in provincia di Vicenza. Il nome deriva dal veneto "sajane", termine che indica i salici bianchi (Salix alba) che costeggiavano il ruscello omonimo, oggi interrato sotto la ca
rreggiata. Il sentiero principale, detto "Via degli Alpini", fu tracciato nel 1892 dall'ingegnere forestale Giovanni Battista Sartori su incarico della Società Alpina Vicentina, con pietre di calcare rosso ammonitico prelevate dalle cave di Schio. Il punto panoramico, inaugurato nel 1904, offre una vista che spazia dalla Lessinia al Monte Grappa, fino alle Dolomiti di Brenta nelle giornate più limpide. Durante la Prima Guerra Mondiale, il bosco ospitò un osservatorio austro-ungarico (postazione "Sajanega Nord") attivo dal marzo 1916 al novembre 1917, dal quale si controllava la valle del Bacchiglione. Un cippo in pietra d'Istria, collocato nel 1928, ricorda i caduti della battaglia del Grappa. La vegetazione attuale, oggetto di rimboschimento tra il 1952 e il 1965, comprende faggi (Fagus sylvatica), abeti bianchi e una popolazione residua di tassi secolari, alcuni dei quali datati al XVII secolo. Il sentiero è segnalato con marker bianchi e rossi del CAI, sezione di Schio, e presenta un dislivello di 180 metri per un percorso di 2,4 chilometri.
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