Bari, Italy
L'Arco delle Meraviglie sorge dove un tempo terminava il tratturo che collegava gli insediamenti appenninici alla pianura costiera. Progettato dall'ingegnere piemontese Giovanni Battista Ferraris nel 1845 e completato nel 1847, l'arco fu commissionato dal governo sabaudo come monumento celebrativo d
ell'apertura della Strada Regia dei Due Mari, un'arteria viaria che rivoluzionò i commerci locali. La struttura, alta 12 metri, è realizzata in pietra calcarea locale estratta dalle cave di Monte San Vittore, con ordini architettonici sovrapposti: il piano inferiore presenta un unico fornice a tutto sesto con architrave decorato da ghirlande in stucco, mentre il piano superiore, di ordine corinzio, ospita un timpano triangolare che originariamente custodiva uno stemma sabaudo in bronzo, oggi conservato nel museo civico. Sul fusto dell'arco sono incise quattro lapidi in latino che commemorano i lavori di costruzione (1845-1847) e i nomi dei maestri costruttori locali, tra cui spicca quello di Antonio De Luca di L'Aquila. La parte sommitale era originariamente coronata da quattro statue in pietra raffiguranti le Stagioni, opera dello scultore romano Giuseppe Valadier; di queste, solo due sono ancora visibili e si trovano attualmente ai lati della scalinata d'accesso. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'arco subì danni lievi a causa di bombardamenti alleati del 1944; il restauro postbellico, guidato dall'architetto Carlo Rossi tra il 1948 e il 1950, ripristinò le decorazioni origina
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