Zagreb, HR
La concattedrale greco-cattolica dei Santi Cirillo e Metodio, a Zagabria, è quel gioiello neobizantino che proprio non ti aspetti nel cuore della città. Siamo nel 1886, e a firmare il progetto è niente meno che Herman Bollé, l'architetto che ha plasmato mezza Zagabria. La chiesa sorge dove una volta
c'era la vecchia chiesa di San Basilio, e in pratica riutilizza gli spazi del seminario greco-cattolico: un dettaglio che le dà un vibe molto "stratificato", tra sacro e accademico. Ora, alza gli occhi: il campanile svetta per 50 metri, e se sei qui al momento giusto, puoi sentire le sue tre campane. Quella grande, 782 kg, è dedicata ai Santi Cirillo e Metodio, i patroni; quella media, 395 kg, alla Beata Vergine; e la più piccola, circa 230 kg, a San Basilio. Un trio con una storia ben precisa, non un semplice carillon. All'interno, l'atmosfera è completamente diversa dalle altre chiese di Zagabria: niente gotico o barocco, ma la luce e le forme del neobizantino, con quell'eleganza orientale che ti fa sentire in un'altra epoca. È il posto perfetto per un selfie un po' diverso, lontano dai soliti tour, ma allo stesso tempo è un luogo vivo, perché è la concattedrale dell'eparchia di Križevci. Perfetto per chi cerca un angolo di bellezza autentica e un pezzo di storia che non trovi sulle classiche cartoline. Un must-see per gli amanti dell'architettura e per chi vuole davvero capire le tante anime di questa città.
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