Milano, Italy
Il Monumento alle Vittime dei Gulag sorge nel cuore della città ed è stato inaugurato il 15 marzo 1998 per iniziativa dell'Associazione Italiana Reduci dai Campi Sovietici, fondata nel 1989 da superstiti come il professor Giorgio Ambrosoli. L'opera, realizzata dall'architetto triestino Marco Cerman
e dallo scultore Alessandro Pazienza, si compone di 42 lastre verticali in granito nero di Baveno, alte da 2 a 4 metri, disposte a semicerchio simboleggiante il filo spinato dei campi di lavoro. Ogni lastra reca incisi i cognomi dei deportati italiani — circa 600 tra militari e civili — catturati dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e inviati nei lager dell'URSS, dove il tasso di mortalità raggiunse il 45%. Al centro del semicerchio troneggia un'installazione in bronzo di 3 metri: «Il Prigioniero», opera di Pazienza, raffigura una figura umana curva che regge una pietra, ispirata ai racconti di Primo Levi e ai diari ritrovati nel campo di Vorkuta. La targa commemorativa ricorda anche le deportazioni politiche degli anni 1948-1953, quando migliaia di oppositori furono inviati ai Gulag dopo la repressione delle proteste. Il sito è stato ampliato nel 2012 con l'aggiunta di un giardino della memoria, progettato dal paesaggista Elena Marchetti, contenente 600 tigli — uno per ogni deportato italiano documentato — e una parete sonora che riproduce, su comando, testimonianze audio degli ultimi superstiti. Il monumento è inserito nel percorso storico «Via della Deportazione», che collega
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