Toscolano-Maderno, IT
La villa di Toscolano Maderno è solo parzialmente scavata, anche se le indagini più recenti hanno permesso di chiarire la planimetria generale. Attualmente è visibile soltanto il suo settore meridionale, in attesa di una completa valorizzazione del complesso. L’edificio si presentava in origine con
loggiato frontale sul lato orientale, quello rivolto verso il lago e con avancorpi sui due lati nord e sud. Il loggiato si apriva verso un’area aperta, dove si trovava un grande bacino-fontana di 47 metri di lunghezza. La villa, costruita nel I secolo d.C., subì interventi e trasformazioni nei secoli successivi sino all’inizio del V secolo d.C., conservando sino al momento della distruzione aspetti propri di un edificio di grande lusso. Una fase di grande rilevanza architettonica è quella databile fra la fine del I e la prima metà del II secolo d.C. In questo periodo appartenne probabilmente a un esponente di una delle più importanti famiglie bresciane, Marco Nonio Macrino, console nel 154 d.C., una cui iscrizione con dedica alla moglie Arria è stata rinvenuta nel Seicento nell’area dell’edificio. La parte oggi visibile comprende diversi vani, alcuni dei quali conservano ancora ampi tratti di intonaco dipinto e pavimenti a mosaico con motivi geometrici, in sole tessere bianche e nere o con uso limitato anche di tessere colorate. A questi vani si accedeva da un lungo ambiente, solo parzialmente scavato, che conserva ancora parti dell’intonaco dipinto. Il vano presentava in una sua p
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