Vaiano, Italy
La Villa del Mulinaccio sorge su un promontorio roccioso a 450 metri sul livello del mare, dominando panoramicamente la valle del Bisenzio. Costruita nel 1782 dal conte Lorenzo di Bartoli, l'opera fu affidata all'architetto locale Giovanni Battista Vannucci, noto per i dettagli neoclassici. La facci
ata esterna presenta pilastri robusti in pietra serena e un portico con volute scolpite a mano. Internamente, la sala del piano nobile conserva affreschi del 1795 depictingi allegorie dell'agricoltura, opera di pittore anonimo della scuola pratese. Durante la Resistenza, la villa ospitò partigiani nella cantina sotterranea, utilizzata come deposito armi e documenti. Il giardino all'italiana, ristrutturato nel 1905, include una fontana in marmo rosso di Verona con bassorilievi. Oggi è aperta al pubblico solo su prenotazione, preservando l'integrità dei mosaici originali del pavimento in ciottoli bianchi e neri. Un mistero riguarda la scomparsa del dipinto originale di San Michele Arcangelo, sostituito da una copia nel 1920. L'edificio è protetto come monumento storico regionale dal 1965, impedendo modifiche invasive. La posizione strategica permetteva di controllare i traffici lungo l'antica Via Francigena secondaria. Le mura perimetrali sono rinforzate da torrioni quadrati risalenti alla fase medievale antecedente la costruzione attuale. L'uso del nome Mulinaccio deriva da un mulino ad acqua presente fino al 1850, distrutto da un'alluvione devastatrice. La struttura mostra segni di
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