Lucca, Italy
L'edificio sorge dove la Via Francigena attraversava il confine di antica giurisdizione, documentato per la prima volta in un atto notarile del 1487 redatto dal notaio Lorenzo di Matteo. La struttura, in pietra calcarea locale e mattoni cotti, ospitava la famiglia del boia da generazioni: i registri
parrocchiali citano il primo esecutore, Tommaso il Nero, nel 1423. Il piano terreno conservava gli strumenti del mestiere — ceppi in quercia del 1501, una gabbia di bronzo per l'esposizione pubblica del 1547, e un set di ferri per le manette risalenti al 1620. Al primo piano, gli affreschi murali del 1492, attribuiti a un seguace della bottega di Benozzo Gozzoli, raffigurano scene di giustizia divina con figure di carnefici in abiti bordeaux e oro. La casa fu abbandonata nel 1798 con l'abolizione della pena di morte nello Stato. Ristrutturata nel 1963 dall'architetto Roberto Ferretti, è diventata museo nel 1971. Il cortile interno presenta un pozzo medievale del XIII secolo, ancora funzionante, e un giardino erboristico con piante citate nei ricettari farmaceutici del XVI secolo.
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