Albisola Superiore, Italy
Questo totem artistico rappresenta una fusione tra la tradizione sciamanica dei popoli nativi e l'influenza architettonica portoghese giunta nelle regioni orientali durante il periodo coloniale (XVI-XIX secolo). Realizzato mediante l'accostamento verticale di tronchi d'albero scavati e decorati, lo
sculture riproduce la struttura gerarchica tipica dei pali totemici delle tribù Ojibway, ma rielaborata attraverso simboli locali: figure antropomorfe stilizzate, animali sacri come il cinghiale e l'aquila, e motivi geometrici che ricordano i disegni tessili tradizionali. Il legno utilizzato è prevalentemente sandalo rosso, materiale pregiato che profuma intensamente anche dopo decenni. La tecnica di intaglio prevede l'uso di coltelli tradizionali in acciaio, ereditati sia dalle pratiche artigianali indigene sia dai maestri intagliatori portoghesi giunti nei secoli scorsi. Ogni segmento del totem racconta un episodio del clan o una credenza spirituale, secondo la concezione del totemismo come legame vitale tra individuo e entità soprannaturale. L'opera è spesso collocata presso le case lulik, strutture sacre considerate dimore degli antenati, dove funge da intermediario simbolico tra il mondo visibile e quello spirituale.
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