Bòrore/Borore, Italy
La tomba dei giganti di Imbertighe si trova in territorio di Borore (Nuoro), poco fuori dal centro abitato, sull'ampio altopiano basaltico di Abbasanta — area densamente punteggiata di testimonianze archeologiche e considerata una delle più significative dell'isola per i monumenti sepolcrali. Il sit
o fu riconosciuto già nel 1840 dal militare e cartografo Alberto La Marmora, che ne lasciò la prima documentazione nel suo Voyage en Sardaigne; ai primi del Novecento vi si accostarono l'archeologo scozzese Duncan Mackenzie, che lo descrisse e fotografò, e il paletnologo Giovanni Pinza, il quale nei Monumenti primitivi della Sardegna (1901) lo definì «il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna». Oggi del monumento resta l'imponente stele centinata, alta oltre quattro metri, e una porzione delle ali dell'esedra; il vano funerario originale non ha lasciato tracce, ma dalle rilevazioni di La Marmora e Mackenzie si ricostruisce che il corpo tombale Misurava 11,50 metri di lunghezza, con una camera interna di nove metri per uno, e che l'esedra semicircolare aveva una corda di 10-11 metri e una saetta di 5,40. A differenza di molte altre tombe dei giganti sarde, la cui esedra è formata da lastre conficcate verticalmente, qui i muri sono costruiti con massi squadrati di basalto disposti in filari regolari, una soluzione tecnica che gli osservatori ottocenteschi notarono come eccezionale per la tipologie locale.
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