Castel di Casio, Italy
I ruderi di Santo Stefano si ergono su un colle a circa 420 metri s.l.m., dove un tempo sorgeva la pieve medievale dedicata al protomartire, documentata per la prima volta in un atto del 1260 conservato nell'archivio diocesano di Firenze. La chiesa, costruita in pietra serena e laterizio, presentava
una pianta a croce latina a navata unica con abside semicircolare; dei tre archi a sesto acuto che sostenevano la volta originale, ne sopravvivono due integri sulla parete nord. Gli affreschi superstiti, parzialmente staccati e conservati in loco, raffigurano una Madonna col Bambino in trono e santi, eseguiti tra il 1320 e il 1340 con la tecnica dell'intonaco fresco; lo stile rivela l'influenza della bottega di Taddeo Gaddi, attivo a Firenze nello stesso periodo. La comunità locale la chiamava affettuosamente "San Stêvo" e vi celebrava la festa del 3 agosto con una processione che risaliva il sentiero sterrato dal borgo sottostante. Nel 1530, durante la guerra tra Firenze e Clemente VII, la chiesa subì danni da un incendio doloso e non fu mai più restaurata; il crollo della copertura avvenne nel corso del Seicento. Oggi restano i muri perimetrali alti fino a quattro metri, il portale in pietra con architrave a tutto sesto e un frammento di campanile a vela. Il sito è inserito nel percorso escursionistico dei sentieri storici della Val d'Elsa.
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