Faenza, Italy
L'opera, custodita in una cappella laterale di una chiesa fiorentina, risale al 1560 circa, periodo di massima fioritura del manierismo toscano. La figura di Santa Lucia è scolpita in legno di tiglio, tradizionalmente usato per la sua fine venatura che permette dettagli espressivi. La santa è rappre
sentata in piedi, con una mano che stringe una palma verde scuro, simbolo del martirio, e l'altra che indica il cielo, richiamando il suo ruolo di 'luce'. Il volto, dai lineamenti allungati tipici dello stile, mostra un'espressione di serenità mistica. Gli occhi, originariamente inseriti in vetro soffiato, sono andati perduti durante le inondazioni del 1966, ma la posizione delle orbite suggerisce uno sguardo rivolto verso l'alto. La veste, dipinta con ocra e blu oltremare, presenta pieghe drammatiche che enfatizzano il movimento. L'opera fu commissionata dalla Confraternita della Misericordia, nota per il suo impegno nella carità verso i ciechi, in onore della protettrice della vista.
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