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Respresso

Bollate, Italy

Respresso

L'Obelisco di Respresso sorge nella piazza omonima del centro storico, eretto tra il 1822 e il 1824 su commissione del governo austriaco di Milano, allora sotto la dominazione del Regno Lombardo-Veneto. L'architetto Giuseppe Zanoia, già collaboratore di Leopoldo Pollack, progettò la struttura in gra

nito rosa di Baveno, materiale estratto nelle cave del Verbano Cusio Ossola e trasportato via navigli fino al sito. L'obelisco, alto 18 metri, poggia su una base quadrata decorata con bassorilievi in bronzo raffiguranti scene di lavoro agricolo e industriale, volute a simboleggiare la prosperità restaurata dopo i moti rivoluzionari del 1821. La parte superiore è coronata da una sfera bronzea con l'aquila asburgica a due teste, oggi parzialmente danneggiata e rimossa nel 1943 per ordine dei tedeschi in ritirata. Sul fusto sono incise quattro iscrizioni in latino, tra cui una di Carlo Cattaneo del 1823 che recita: «Pax et labora, quod superest, vivamus». Nel 1859, durante la Seconda Guerra d'Indipendenza, la struttura subì danni da cannonate francesi; fu restaurata nel 1862 con l'aggiunta di una targa marmorea che commemorava i caduti lombardi. Durante il fascismo, tra il 1935 e il 1940, l'obelisco fu utilizzato come base per comizi politici, e la sfera bronzea fu fusa per scopi bellici. Nel dopoguerra, il monumento fu inserito nel registro dei beni culturali della Provincia di Novara e oggetto di un restauro conservativo completato nel 1998, che ha riportato alla luce le iscrizioni

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