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Residui del pilastro del Pons ad Decimum Miliarium

Genova, Italy

Il Pons ad decimum miliarium era un ponte romano a schiena d'asino a due archi che si trovava a Pontedecimo, quartiere di Genova. Il nome significa "ponte al decimo miglio" e lo collocava esattamente a dieci miglia romane dalla città, lungo la via Postumia, la grande strada consolare che congiungeva

Genova ad Aquileia attraverso gli appennini. La via fu ultimata nel 148 a.C. per volontà del console Spurio Postumio Albino Magno e per secoli rappresentò il principale corridoio di collegamento tra la Liguria e la Pianura Padana. Il ponte sorgeva alla confluenza tra il torrente Riccò e il torrente Verde, poco prima che questiformsse il Polcevera, e segnava l'inizio della salita verso i valichi appenninici di Cesino e Langasco. Nel corso dei secoli il ponte assolvé una funzione strategica fondamentale: probabilmente distrutto o danneggiato dal re longobardo Rotari nel 641, fu più volte riparato e ricostruito. Nel 1158 la famiglia di Caffaro eresse il Castello di Pontedecimo sul poggio antistante, da cui si vigilava il passaggio. A partire dal 1585 il ponte entrò a far parte della nuova strada che, attraverso il Passo della Bocchetta, collegava Genova alla Valle Padana. La fine arrivò nel 1834, quando una piena torrentizia travolse l'antica struttura. Cinquanta metri più a monte fu costruito un nuovo ponte carrabile ottocentesco, oggi intitolato a Gaetano Dadomo. I resti del pilastro romano sopravvivono come testimonianza tangibile di quel caposaldo viario che per oltre mille anni

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