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Il Regno di Dahomey, sorto intorno al 1600 sull'altopiano di Abomey, fu una delle entità politiche più rilevanti dell'Africa occidentale precoloniale. Il suo territorio, oggi compreso nella Repubblica del Benin, fu abitato principalmente dal popolo Fon, che ne costituì il nucleo etnico e culturale.
La fondazione del regno è tradizionalmente attribuita a un'epoca di migrazioni e consolidamento politico, ma è nel corso del XVII secolo che Dahomey emerse come stato centralizzato, con una struttura monarchica forte e un'organizzazione militare articolata. Durante il XVIII secolo, il regno conobbe una fase di espansione territoriale significativa, espandendosi verso sud per conquistare città strategiche come Whydah, che apparteneva al Regno di Whydah. Questa conquista fu cruciale perché Whydah era un importante porto sulla costa atlantica, e il suo controllo garantì a Dahomey un accesso diretto e senza ostacoli alla tratta atlantica degli schiavi. Tale accesso non solo arricchì il regno dal punto di vista economico, ma ne consolidò anche il potere politico e militare, trasformandolo in una potenza regionale temuta e rispettata. La tratta degli schiavi divenne un elemento centrale dell'economia e della società dahomeyana, influenzando le relazioni con gli europei e con i regni vicini. Il regno mantenne la sua sovranità fino al 1904, quando fu definitivamente sottomesso dalle forze coloniali francesi, segnando la fine di un'era. La storia di Dahomey è quindi intrinsecamente legata a
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