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Prigionieri di guerra austro-ungheresi

Assisi, Italy

L'Umbria e le Marche, durante la Prima guerra mondiale, vissero in prima persona l'impatto di un conflitto che mise in moto milioni di uomini e cambiò per sempre il volto di intere regioni. I prigionieri austro-ungarici furono rastrellati su vasta scala e destinati ai campi di lavoro lungo tutta la

penisola: in queste zone collinari e costiere alcuni furono impiegati nei lavori agricoli, nella viabilità, nelle costruzioni, in condizioni che variavano da luogo a luogo e che la storiografia ha documentato con crescente attenzione negli ultimi decenni. Un monumento dedicato a questi prigionieri nasce dunque come gesto di memoria civile, non come testimonianza di un evento puntuale collegato a questo specifico luogo, ma come riconoscimento del fato comune che unì migliaia di uomini — molti dei quali contadini slavi e ungheresi — lontani dai loro paesi, tra la fatica del lavoro forzato e l'incertezza della sopravvivenza. Il territorio dell'Umbria e delle Marche si presta a riflettere su queste vicende: è una terra di confine interno, mai sulla linea del fuoco, ma attraversata da convogli, da ordini militari, da presenze straniere che modificarono la demografia locale per mesi e talvolta per anni. Arrivare davanti a un simile monumento significa confrontarsi con una storia che raramente viene raccontata nei tour guidati, ma che merita di essere conosciuta per comprendere appieno il significato del Novecento in queste terre.

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