Genova, Italy
In via Lomellini, al confine con via Bensa, si erge un caposaldo della spiritualità e dell'architettura genovese. La vicenda inizia nel 1645, quando la congregazione filippina si insediò stabilmente a Genova. Le fondamenta dell'attuale complesso, tuttavia, affondano nel legame testamentario di Camil
lo Pallavicini, nobile e padre filippino deceduto a Palermo nel 1644. La peste del 1656-1657 aveva decimato la comunità, ma nel 1659 i Padri riacquistarono un palazzo che era stato dimora di Santa Caterina Fieschi, vi erigendo una chiesa provvisoria. Nel 1674 cominciarono i lavori per la struttura monumentale che conosciamo oggi, affidati all'architetto Pietro Antonio Corradi. La costruzione procedette per decenni, culminando nel 1712. La facciata, però, attendeva ancora: fu realizzata solo nel 1738, completando l'aspetto esterno. L'annesso oratorio fu edificato invece intorno alla metà del XVIII secolo, aggiungendo un volume fondamentale per le funzioni di riunione e devozione. Il risultato è un esempio significativo di architettura tardo-barocca a Genova, raro per la sua integrità e la linearità dei prospetti. Oggi il complesso resta sede della Confederazione dell'oratorio di San Filippo Neri, che ne officia la chiesa con continuità, interrompendosi raramente durante i secoli.
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