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Nuraghe Irghiddo

Italy

La Sardegna custodisce una delle testimonianze architettoniche più singolari del Mediterraneo: il nuraghe. Si tratta di costruzioni megalitiche in pietra a secco, erette durante l'Età del Bronzo dalla civiltà nuragica, che dall'incirca XVIII secolo a.C. fino al contatto con i Fenici e poi i Romani h

a abitato l'isola sviluppando una cultura autonoma e sofisticata. Oggi si contano oltre settimila nuraghi, sparsi su tutto il territorio sardo dal Campidano alla Gallura, dal Sulcis alla costa nord-orientale. Il paesaggio circostante è quello tipico della Sardegna interna: terreni in pendio ricoperti di macchia mediterranea, lecci, pini e rosmarino, con ampi spazi aperti che si aprono verso l'orizzonte marino. I blocchi di pietra — granito, basalto, calcare — sono posti l'uno sull'altro senza malta, con una precisione costruttiva che ha permesso a molte strutture di resistere per millenni. Quando si visita un sito come il Nuraghe Irghiddo, ci si trova davanti a un monumento che non appartiene alla tradizione classica greco-romana: è un'architettura autoctona, radicata nel territorio e nella materia locale. Spesso intorno al nuraghe si trovano altri elementi del complesso nuragico, come tombe dei giganti o pozzi sacri, che completano la comprensione del sito. L'assenza di fonti scritte nuragiche rende ogni visitatore un osservatore silenzioso di una civiltà che ha lasciato solo pietre a parlare.

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