Siamanna, Italy
La Sardegna custodisce oltre settemila nuraghi: strutture megalitiche a pianta circolare o ellittica, realizzate con blocchi di pietra a secco e ricoperte originariamente da una copertura a tholos. Nascono tra il XVIII e il IX secolo a.C., nel cuore dell'Età del Bronzo, e costituiscono una delle tes
timonianze architettoniche più originali e autonome del Mediterraneo antico. Il Nuraghe di San Giovanni si inserisce in questo paesaggio fatto di alture, terrazze e pietre grigie che segnano l'orizzonte sardo da millenni. I nuraghi non furono solo difese o abitazioni: alcuni ospitavano templi a pozzo, altri fungevano da riferimenti territoriali per le comunità pastorali. La pietra utilizzata — granito, calcare o basalto — proviene quasi sempre dalle cave più vicine, e il metodo costruttivo, a sovrapposizione di lastre, non richiede malta né leganti. Oggi il nuraghe fa parte del tessuto storico e naturale di questa terra, insieme a pozzi sacri, tombe dei giganti e villaggi antichi. Chi si trova davanti a queste strutture ha di fronte un linguaggio diverso dall'architettura classica: qui la monumentalità nasce dalla massa rocciosa stessa, dalla sua capacità di emergere dal terreno come un monolite volontario.
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