Favara, Italy
A est di Favara, nell'agrigentino, su un'area pianeggiante chiamata contrada Stefano, si trova uno dei siti archeologici più stratificati della Sicilia sud-occidentale. Il cuore della necropoli è costituito da oltre cento tombe scavate a cielo aperto direttamente nella roccia, databili ai secoli V e
VI d.C. L'area è già nota agli inizi del Quattrocento, ma gli scavi sistematici sono stati condotti dall'archeologo Giuseppe Castellana, che ha portato alla luce anche tombe a grotticella artificiale della prima età del bronzo. A circa 300 metri a nord-ovest della necropoli giacciono i resti di una villa romana, collocata tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, con strutture absidali in opus caementicium e tracce di mosaici policromi. Vicinissimi, muri spessi un metro delimitano un ambiente rettangolare di 8 × 16 metri, suddiviso da un muro interno e collegabile a un casale medievale del XII secolo, come confermano ceramica invetriata e monete normanne rinvenute in loco. La struttura è stata interpretata come una torre rettangolare.
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