Primaluna, Italy
Il museo etnografico nasce nel 1978 dall'iniziativa del professore di lettere classiche Giuliano Marchetti, che per vent'anni aveva raccolto testimonianze materiali delle comunità rurali della zona. L'edificio, ex granaio settecentesco ristrutturato, ospita quattro sale tematiche: la prima è dedicat
a agli strumenti di lavorazione dei cereali, con aratri in legno di rovere del XVIII secolo e trebbiatrici manuali in ferro battuto; la seconda sala presenta una collezione di costumi femminili tradizionali, tra cui spicca un abito nuziale del 1842 ricamato con fili d'argento e perle di vetro veneziane; la terza sezione raccoglie oggetti legati alla vita domestica — fusi, telai verticali, stoviglie in cotto e rame — mentre la quarta sala è dedicata alle pratiche artigianali locali, con attrezzi da fabbro, intagliatori e ceramisti. Il museo conserva anche un archivio fotografico di 1.200 lastre in vetro risalenti agli anni 1920-1950, documentanti feste patronali e riti agrari ormai scomparsi. Nel cortile interno è allestita una ricostruzione di un forno a legna del 1890, funzionante durante gli eventi stagionali.
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