Харків, Italy
Ehi, ciao! Siamo qui davanti al Museo d’Arte di Charkiv, il principale museo della seconda città più popolosa dell’Ucraina. E devo dire, il vibe di questo posto è assolutamente top, un must-see assoluto per chiunque ami l’arte. La storia qui è pazzesca. Tutto inizia nel 1805, quando l’Università di
Charkiv ha acquisito una collezione enorme: 2477 opere di artisti dal XVI al XVIII secolo. Sto parlando di roba seria: Dürer, Goltzius, Giordano, Bruegel il Vecchio, van Dyck e Boucher. Già solo questi nomi ti danno i brividi. Poi, tra il 1856 e il 1858, arriva un’altra donazione pazzesca dallo scrittore Ivan Egorovich Betsky, con oltre 500 opere di pittori europei come van Cleve, Mehus e Pietro da Cortona. E nel 1873, un’altra donazione ancora: circa 50 dipinti fiamminghi, più di 400 miniature e acquerelli e circa 3000 incisioni. Una roba infinita. Nel 1886 è stato fondato il museo municipale, e nel 1920 le collezioni si sono unite nel Museo centrale d’arte. Un momento chiave? La nazionalizzazione della collezione di Pavel Ivanovič Charitonenko nel 1920, con opere di Šiškin, Maljavin, Surikov, Polenov e Nesterov. C’è anche un lato drammatico però. Prima della Seconda Guerra Mondiale, la collezione contava quasi 75 mila oggetti, una delle migliori dell’URSS. Ma non fu evacuata completamente: molti pezzi vennero portati in Germania, e poco prima dell’uscita dei nazisti, l’edificio fu dato alle fiamme. Un disastro. Dal 1944, il museo è ospitato in questo edificio progettato dall’arch
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