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Museo archeologico regionale Antonino Salinas

Palermo, Italy

Museo archeologico regionale Antonino Salinas

Il Museo archeologico regionale "Antonino Salinas" di Palermo è una delle più ricche collezioni archeologiche d'Italia, narrando la storia siciliana dalla preistoria al medioevo. Al suo interno sono conservati reperti di fenici, punici, greci, romani e bizantini, oltre a manufatti egizi ed etruschi.

Tra i pezzi più celebri spicca la Pietra di Palermo, un'importante testimonianza dell'Antico Regno egiziano. Il museo nacque nel 1814 come museo dell'università di Palermo nella Casa dei Padri Teatini di San Giuseppe, grazie a donazioni di collezioni private di nobili palermitani e a opere da scavi campani donate dai Borbone-Due Sicilie. Il contributo più significativo fu quello di Giuseppe Emanuele Ventimiglia, principe di Belmonte. Nel 1823 i Borboni aggiunsero le metope arcaiche del Tempio C di Selinunte, scoperte dagli architetti inglesi Samuel Angell e William Harris. Nonostante i tentativi delle autorità borboniche di fermare il loro contrabbando di antichità, Angell e Harris cercarono di spedire i reperti al British Museum, ma le spedizioni furono bloccate e dirottate a Palermo, dove si conservano ancora oggi. Nel luglio 1860, durante la dittatura di Garibaldi, il museo fu distaccato dall'università e posto sotto la Commissione Antichità e Belle Arti, con direzione affidata a Giovanni D'Ondes Reggio. Fu incrementato con le collezioni del museo Salnitriano dei Padri Gesuiti, una donazione di Girolamo Valenza (pietre preziose, collezione numismatica e circa 4000 libri) e l'ac

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