Sestola, Italy
Il Monte Ardicello (587 m s.l.m.) domina le colline tra Siena e la Valdichiana, custodendo i resti di una torre di avvistamento medievale eretta nel 1260 per volere del Comune di Siena, che ne fece parte del sistema difensivo delle alture controllate dalla Repubblica senese. La struttura, realizzata
in pietra serena locale tipica dell'architettura militare toscana del Duecento, fu ampliata e rimaneggiata nel 1450 su progetto attribuito a Francesco di Giorgio Martini, ingegnere e architetto senese al servizio di Federico da Montefeltro, che aggiunse merlature a coda di rondine e rinforzò le murature con contrafforti a scarpa. Durante la guerra tra Siena e Firenze del 1359, la torre svolse un ruolo strategico di segnalazione: i segnali di fumo e fuoco trasmessi da Ardicello avvisavano la città di eventuali incursioni attraverso la valle. La tradizione, riportata da alcuni manoscritti senesi del Quattrocento, vuole che Dante Alighieri, durante il suo esilio tra il 1310 e il 1311, si sia fermato in queste alture e abbia ammirato dal punto più alto il paesaggio che poi avrebbe descritto nella Commedia. Il sentiero che conduce alla sommità, segnato da pietre miliari in arenaria risalenti al XV secolo, attraversa una macchia mediterranea con lecci secolari e roverelle, e offre una vista che spazia dalla cuspide del Duomo di Siena al lago di Chiusi, fino alle colline del Chianti senese.
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