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Il Meseddu de Texile, noto anche come Su Texile, è un tacco roccioso situato nel territorio di Aritzo, in Sardegna, a circa due chilometri dal centro abitato. Sorge a 975 metri sul livello del mare, presenta una larghezza variabile tra i 50 e i 70 metri e un'altezza relativa di 24 metri. La sua form
a caratteristica, più ampia in cima e più stretta alla base, con pareti a strapiombo, lo fa assomigliare a un gigantesco fungo che si erge solitario in mezzo a una fitta copertura boschiva. Di particolare interesse archeologico è il ritrovamento di reperti risalenti all'epoca nuragica, tra cui un bronzetto a forma di imbarcazione, testimonianza della presenza umana in questa zona già in epoca preistorica. Il toponimo "Texile" ha origini incerte: alcuni lo fanno derivare dal sardo "setzile" (sedile), altri da "tezile", voce barbaricina di etimologia preromana che indica un cocuzzolo isolato. "Meseddu" è invece il diminutivo dello spagnolo "mesa" (tavola) e indica uno sgabello ricavato da un tronco d'albero. Nella tradizione popolare il sito è anche noto come "Sa Trona de Santu Efis", legato alla credenza che sant'Efisio abbia predicato la fede cristiana dalla vetta alle popolazioni della Barbagia. Un'altra leggenda racconta che qui fosse rinchiusa "sa musca maccedda", un insetto assassino. Il 7 giugno 1989, con la legge regionale n°31, il tacco di Texile è stato riconosciuto monumento naturale, sottolineandone il valore paesaggistico e storico.
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