Santu Antoni Arruinas/Villa Sant'Antonio, Italy
La Sardegna custodisce uno dei più ricchi patrimoni di monumenti megalitici d'Europa. Menhir, domus de janas, tombe dei giganti e nuraghi si distribuiscono su tutto il territorio insulare, dal Campidano alle coste settentrionali, dalle zone interne ai rilievi collinari. Questo tipo di monumento — la
pietra levata — appartiene a un contesto culturale che affonda le sue radici nel Neolitico finale e nell'Età del Rame, tra il IV e il III millennio a.C., e che continua a essere modificato e riutilizzato anche in epoca nuragica. I menhir sardi variano notevolmente per forma, dimensione e stato di conservazione: alcuni sono monoliti verticale squadrati o levigati, altri presentano decorazioni incise a spirali, corna o figure schematizzate, altri ancora sono semplici blocchi di pietra grezza innalzati in posizione eretta. Il materiale utilizzato dipende dalla conformazione geologica del luogo in cui il menhir è sorto — granito, calcare, arenaria, basalto — e riflette una scelta pragmatica quanto simbolica. Oggi questi siti non sono isolati: spesso si trovano in aree aperte, lungo sentieri escursionistici o in prossimità di altri monumenti preistorici, integrati in paesaggi che conservano ancora un forte carattere rurale e selvaggio. Arrivare davanti a un menhir significa incontrare un oggetto di silenzio e di tempo lungo, inserito in un contesto territoriale che la Sardegna ha saputo preservare con particolare attenzione. Il paesaggio circostante — macchia mediterranea, olivi secola
Ascolta l'audioguida di menhir badugià Gratis su WIP — parte da sola quando arrivi sul posto, anche a schermo spento