כפר קאסם, Italy
Il massacro di Kfar Qasim (in arabo مذبحة كفر قاسم ?, in ebraico טבח כפר קאסם?) è un crimine di guerra avvenuto nel villaggio arabo di Kafr Qasim (in arabo كفر قاشم?) situato al confine fra Israele e la Cisgiordania nell'area del cosiddetto Triangolo (in ebraico: HaMeshulash; in arabo المثلث?, a
l-Muthallath) - passato a Israele dopo l'armistizio fra i due Paesi - perpetrato la sera del 29 ottobre 1956 da un commando del MAGAV, la polizia di frontiera israeliana, che uccise a sangue freddo 49 arabi israeliani civili disarmati: 19 uomini, 6 donne e 23 bambini di età compresa fra gli 8 e i 17 anni, incluso un bambino di cui una delle donne era in attesa. È ritenuto "il peggior episodio negli annali delle atrocità" [commesse da forze armate israeliane ai danni di arabi palestinesi]" dopo il massacro di al-Dawayima del 1948. Il massacro fa parte del piano Hafarperet ("piano Talpa", in lingua ebraica) concepito dal governo di Ben Gurion per terrorizzare gli arabi di Israele e farli fuggire dal Paese.
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