Paris, Italy
Ecco la tua audioguida, Nicky style. Allora, preparati, perché quello che ti racconto adesso non è una di quelle storie carine da museo. Stiamo parlando dei Massacri di Settembre, un capitolo durissimo della Rivoluzione Francese, e la "vibe" qui è tutto tranne che leggera. Tra il 2 e il 6 settembre
del 1792, seimila detenuti stipati nelle carceri di Parigi vennero giustiziati sommariamente. Il panico per la guerra contro la Prussia, con la presa di Longwy e l'assedio di Verdun, fece scattare la psicosi del complotto, e la folla assaltò le prigioni. Tra i luoghi chiave di questa storia c'è la Conciergerie, dove i detenuti vennero uccisi persino nelle cucine. Un tribunale del popolo, presieduto da Stanislas-Marie Maillard, celebrò processi sommari prima dei massacri. Le vittime? Nobili, ricchi borghesi e tantissimi preti refrattari, quelli che avevano rifiutato la Costituzione civile del clero. Solo tra loro, 191 ecclesiastici, inclusi 3 vescovi, furono uccisi in modo particolarmente violento, giudicati uno a uno da Maillard nel convento dei carmelitani scalzi. Tra le vittime eccellenti, la principessa di Lamballe e il barone di Ville-d'Avray. La responsabilità politica è un nodo complicato: i girondini accusarono Danton e Marat, ma molti massacri furono probabilmente fomentati a tavolino da personaggi ambigui come Jean-Lambert Tallien e Jean Claude Hippolyte Méhée de La Touche. Charlotte Corday, quando pugnalò Marat il 13 luglio 1793, lo fece anche perché lo considerava il man
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