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Jazzo del Demonio

Ruvo di Puglia, Italy

Jazzo del Demonio

La Puglia, regione che occupa il tacco dello Stivale, è un territorio dalle stratificazioni culturali profonde e visibili. Qui la storia si legge nella pietra calcarea, nei trulli, nei masseria, nei castelli e nelle chiese che punteggiano un paesaggio caratterizzato da uliveti secolari, coste frasta

gliate e pianure aperte verso il mare Adriatico o Ionio. Il nome stesso del luogo, 'Jazzo del Demonio', appartiene a quella tradizione toponomastica popolare che affascina i visitatori: in molti paesi pugliesi, la denominazione di terreni, edicole votive o ruderi con richiami al demonio, ai santi o alle leggende locali racconta storie di credenze antiche, di apotropaismi e di un immaginario collettivo che attraversa i secoli senza tramontare mai del tutto. In Puglia, questi luoghi portano con sé un peso simbolico forte. Il termine 'jazzo', di origine probabilmente dialettale, richiama l'idea di un fondo, di un appezzamento, di un confine tra terreno abitabile e terra selvatica — un limbo spaziale che la tradizione popolare ha spesso popolato di presenze invisibili. Che si tratti di una struttura architettonica, di un rudere o di un sito di valore storico-ambientale, ciò che caratterizza un monumento in questo contesto è la sua funzione di memoria: non solo di un evento passato, ma di un modo di abitare, di interpretare il paesaggio e di affrontare l'ignoto. Chi arriva davanti a un luogo come il Jazzo del Demonio incontra tipicamente una stratificazione di significati che vanno al d

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