Jersey City, United States of America
Sono Nicky, la tua guida. Siamo a Jersey City, davanti a una statua che pesa quanto un'auto. Ma non è il peso il motivo per cui vale la pena fermarsi. È la storia che racconta. Guarda la figura di bronzo, alta 4 metri e 30, con le braccia tese e la mano nel guanto che afferra la palla. È Jackie Robi
nson, rappresentato qui non come un monumento freddo, ma nel gesto vivo del gioco. L’opera è della scultrice Susan Wagner ed è stata dedicata il 26 febbraio 1998. È fatta di bronzo spesso appena un quarto di pollice, sostenuto da 450 chili di acciaio inossidabile. Alla base, una targa riporta il suo nome completo, Jack Roosevelt Robinson, e una frase che vale da sola la visita: "Una vita non è importante se non per l'impatto che ha sulle altre vite." Questa statua commemora un giorno preciso: il 18 aprile 1946. Robinson, ventiseienne seconda base, scese in campo per i Montreal Royals contro i Jersey City Giants al Roosevelt Stadium, oggi demolito. Era il giorno d’apertura della International League. E Robinson diventò il primo giocatore afroamericano a infrangere la barriera razziale nel baseball professionistico dell’era moderna. Quel giorno lo stadio, che conteneva 23.000 posti, vendette 52.000 biglietti: più del doppio della capienza. E Robinson rispose alla pressione con una prestazione straordinaria: quattro valide, una fuoricampo da tre punti, quattro punti battuti, quattro segnati e due basi rubate. I Montreal vinsero 14 a 1. Un anno dopo, il 15 aprile 1947, Robinson avrebbe
Ascolta l'audioguida di Jackie Robinson Gratis su WIP — parte da sola quando arrivi sul posto, anche a schermo spento