Châteauneuf-d'Entraunes, France
Le Gole di Saucha Negra si aprono nel territorio del comune di Mondovì, in provincia di Cuneo, lungo il versante sinistro della valle del torrente Neva, a circa 1.240 metri s.l.m. Il nome deriva dal occitano-piemontese 'saucha negra', ovvero 'salice nero', in riferimento alla fitta vegetazione ripar
iale che caratterizza il fondo gola. La formazione geologica risale al Cretaceo superiore (100-70 milioni di anni fa), quando questa zona era sommersa dal mare della Tetide; i calcari grigio-ardesia che si osservano oggi contengono abbondanti microfossili di rudiste e ammoniti, conservati in lastre che gli studiosi locali chiamano 'pietre parlanti'. Il dislivello tra l'ingresso superiore, presso la frazione di Carpeneto, e il punto di uscita inferiore, vicino al ponte medievale di San Michele, è di circa 320 metri in un tratto di 2,8 chilometri. Le pareti verticali raggiungono i 60 metri e presentano fenomeni carsici di particolare interesse: inghiottitoi attivi, grotte di scorrimento e concrezioni di calcare depositatesi durante l'Olocene. La prima descrizione scientifica risale al 1874, quando il geologo cuneese Giovanni Battista Brocchi ne documentò la stratigrafia in un memoriale presentato all'Accademia delle Scienze di Torino. Nel corso del Settecento la gola fu utilizzata come passaggio alternativo per il trasporto del legname abetino verso le fonderie del basso Piemonte, come documentano i registri doganali del 1742 conservati all'Archivio di Stato di Torino. Oggi il sentie
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