Ventimiglia, IT
I Giardini Botanici Hanbury voluti nel 1867 da Sir Thomas Hanbury, s'estendono per oltre 18 ettari attorno alla villa, già proprietà dei Lanteri e poi degli Orengo e dei Grandis, sul promontorio di Capo Mortola, a pochi chilometri dal confine francese, in parte lasciati a vegetazione seminaturale e
in parte coltivati. L'attuale aspetto è frutto dell'opera condotta da Thomas e Daniel Hanbury, con eminenti giardinieri-botanici e scienziati quali Ludovico Winter, Kurt Dinter e Alwin Berger, tra il 1867 e i primi del '900 a cui sono seguiti importanti interventi sotto la cura di Cecil Hanbury e di sua moglie Lady Dorothy e la pressochè completa ricostruzione dopo i gravissimi danni bellici e l'acquisto, nel 1960, da parte dello Stato italiano, attraverso l'impegno dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, delle soprintendenze e dell'Università degli Studi di Genova che gestisce il compendio dagli anni '80. L'impianto e le finalità originarie sono propri del giardino di acclimatazione di piante esotiche provenienti dalle più lontane regioni del mondo. I giardini vennero inoltre impreziositi con elementi d'interesse storico-artistico disseminati all'interno dell'area. I Giardini sono attraversati da un tratto dell'antica via Iulia Augusta e da una rete di circa 5 km di sentieri, vialetti e scale. Assieme al tratto marino prospiciente capo Mortola essi costituiscono un'area Protetta regionale, compresa in due Zone Speciali di Conservazione (siti della rete ecologica europea Natu
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