Napoli, Italy
La galleria Principe di Napoli sorge nel cuore di Napoli, tra l'Accademia delle belle arti e il Museo archeologico nazionale. Il terreno custodisce una storia lunga secoli: già dalla fine del XVI secolo questa zona ospitava le cosiddette fosse del grano, il deposito granario della città. La tradizio
ne attribuisce il progetto iniziale all'architetto Giulio Cesare Fontana, figlio d'arte, e nel 1587 l'ingegnere Giovanni Vincenzo Della Monica ne ampliò la struttura. Dal 1601 al 1602 Giovan Battista Cavagna lavorò come ingegnere capo, coadiuvato dal mastro Giovan Giacomo Di Conforto, e fu in questo periodo che venne edificato un secondo deposito, completato entro il 1608. L'architettura delle fosse era estremamente irregolare, condizionata dalla conformazione del suolo: il deposito originario, costituito da varie cavità, si apriva in direzione nord-sud dietro i conventi di San Giovanni Battista delle Monache e di Santa Maria di Costantinopoli, mentre il secondo si estendeva fino all'estremità del largo del Mercatello. Il declino di queste strutture iniziò ai primi dell'Ottocento, con l'abolizione nel 1804 del monopolio annonario. La ex area granaria fu allora adibita a prigione, deposito e caserma militare. Nel 1848, in occasione delle novità liberali, si propose la demolizione delle fosse per fare spazio alla sede del nuovo Parlamento.
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