Catania, Italy
I resti identificati come Foro Romano di Catania si trovano presso il Cortile di San Pantaleone a Catania. La struttura, descritta da Lorenzo Bolano nel Cinquecento, consisteva in una serie di edifici che circondavano un'ampia area centrale, probabilmente magazzini o negozi. Bolano riportava otto am
bienti con copertura a volta a sud e quattro a nord, questi ultimi andati perduti con la creazione di Via del Corso (attuale via Vittorio Emanuele II); segnala inoltre un'ala occidentale già distrutta ai suoi tempi. Descrisse l'impianto come termale, data la propensione della zona a periodici allagamenti. La definizione rimase invariata fino alle correzioni del principe Biscari. Valeriano De Franchi, cartografo per l'opera del D'Arcangelo, ne tracciò una prima planimetria chiamandola Terme Amasene. Ai tempi del principe Ignazio Paternò Castello, il pianterreno era già sepolto, mentre il secondo piano, cinque metri più in alto, risultava residenza per popolani, con i lati ridotti a due (sud ed est) uniti ad angolo retto. Adolf Holm attestò sette vani ad est e tre a sud, definiti 'grotte di S. Pantaleo', per metà interrate e ridotte a povere abitazioni.
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