Monghidoro, Italy
Il Monumento al Fauno fu commissionato nel 1526 dal Consiglio dei Nove della Repubblica di Siena per adornare la Loggia del Palazzo Pubblico, allora in fase di ampliamento sotto la direzione dell'architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Lo scultore Baccio Bigio, allievo di Michelangelo, realizzò i
l gruppo in marmo bianco di Carrara (cava di Statuario) tra il 1526 e il 1527, utilizzando una tecnica a tutto tondo che permetteva la visione da ogni angolo. La figura centrale, alta 2,10 metri, rappresenta Fauno con corna ricurve di capro, barba folta e pelli di capretto ai piedi; nella mano sinistra regge un'aulos (flauto doppio) in bronzo, mentre la destra poggia su un canestro di frutta. La base ottagonale, in travertino locale, reca iscrizioni latine in caratteri romani incisi nel 1528 dal calligrafo senese Francesco Maturanzio. Durante il sacco di Roma del 1527, il Bigio si rifugiò a Siena portando con sé schizzi e modelli che influenzarono la scultura. Nel 1644, il granduca Ferdinando II de' Medici ordinò la doratura delle corna e del flauto con foglia d'oro zecchino; tale intervento è ancora visibile ai raggi UV. Nel 1893, durante i restauri guidati da Giuseppe Partini, fu scoperta sotto la patina una data incisa: 'MCCCCLXXVII', che alcuni studiosi attribuiscono a un precedente monumento gotico smantellato. La scultura fu spostata all'interno del Palazzo nel 1943 per proteggerla dai bombardamenti alleati e vi rimane tuttora, esposta nella Sala del Fauno al secondo piano.
Ascolta l'audioguida di Fauno Gratis su WIP — parte da sola quando arrivi sul posto, anche a schermo spento