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eremo dei Camaldolesi

Pecetto Torinese, Italy

L'eremo dei Camaldolesi si trova nel territorio di Pecetto Torinese, arroccato sul versante orientale di una delle colline che sovrastano la riva destra del Po, a ridosso della città di Torino. La sua origine risale al 1559, quando il duca Carlo Emanuele I di Savoia fece un voto: se l'epidemia di pe

ste si fosse placata, avrebbe realizzato un grande convento composto da numerosi edifici. La promessa fu mantenuta nel 1601, anno in cui il duca, assieme al suo consigliere spirituale padre Alessandro dei Marchesi di Ceva e all'architetto Ascanio Vittozzi, diede inizio ai lavori nella località Monveglio. Cinque anni dopo, nel 1606, sorse il maestoso complesso, immerso in un parco ricco di pini, cipressi e cedri. Si tratta dell'impresa edilizia più importante di Carlo Emanuele I. Il progetto architettonico era innovativo: per ogni eremita fu prevista una casetta indipendente dotata di pozzo interno, cella, oratorio e un piccolissimo orto, mentre una chiesa bianca dominava l'intero insieme delle celle. Nei due secoli di vita del monastero, il complesso si arricchì di opere di artisti come Beaumont, Bernero, Cignaroli e i fratelli Pozzo, oltre a una ricca biblioteca. Il declino iniziò prima dello smantellamento ufficiale, deciso nel 1801 dalla commissione esecutiva del Piemonte. La soppressione avvenne contemporaneamente a quella degli eremi di Cherasco e Busca, per motivi legati al contesto politico dell'epoca napoleonica.

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